LE FONTI Sin dalla sua nascita , Larino ebbe grandi bacini di raccolta di acqua e dotata di una fitta rete di tubature che riforniva di acqua tutta la città. In Epoca romana sorgevano a pochi passi dall’anfiteatro, nel giardino dell’odierna Villa Zappone,le terme alimentate con acqua proveniente da un bacino di raccolta situato nell’odierna piazza Largo Pretorio. Questa fu scoperta durante i lavori di scavo per la costruzione del seminario estivo, commissionato dal Vescovo della Rocca. Tra le mura del Centro Storico, in atri di antichi palazzi di nobili famiglie larinesi ,e nel circondario larinese, si possono contare fino a 130 tra fontane, fontanini e pozzi. Delle grandi fontane che un tempo rifornivano il paese, causa calamità naturali , oggi è possibile ammirarne solo 3. FONTANA “DI BASSO” Situata in prossimità di una delle porte che delimitavano l’accesso alla città, la fonte fu costruita alla fine del 18esimo secolo.E’ composta da alcune vasche e da un abbeveratoio. La strada che la collega al centro Storico è lastricata con beole alternate a selci, che in dialetto viene chiamata “a’ slciat”. Dopo anni di incuria la fonte è stata ripulita dalle erbacce ed oggi si può visitare tranquillamente FONTANA “NUOVA” Costruita alla fine del 1800 , è collocata alle spalle del Palazzo Ducale. Le acque che l’alimentano provengo da Contrada Vignola. La sua costruzione fu molto apprezzata dagli abitanti del borgo, in quanto era di più facile accesso, e non permetteva più agli abitanti di recarsi fino fuori dalla Porta da Piano verso la Fonte posta sul Colle delle Fosse. La fontana divenne un punto di incontro, dove centinaia di persone si recavano ogni giorno per la quotidiana provvigione di acqua da utilizzare in casa. Oggi la fontana si manifesta in uno stato di quasi abbandono, ma nasconde e dona ai più attenti lo stesso fascina che emanava un tempo. FONTANA DI “SAN PARDO” Come già accennato nella “Storia di San Pardo” la nascita di questa fontana è avvenuta secondo un evento miracoloso. Il boaro che guidava i buoi che trainavano il carro che portava le spoglie del Santo da Lucera a Larino, vedendo le sue bestie stremate dalla fatica pregò affinché San Pardo alleviasse le sofferenze dei suoi animali. Apparso, gli ordinò di piantare il suo bastone in terra, e da lì nacque l’acqua che permise di rifocillare gli animali. Storicamente, la forma della fontana risale alla seconda metà del 1700, arrivando ai giorni nostri attraverso gravi segni di incuria rischiando anche la totale sepoltura. Solo nel 1984 fu riportata alla luce. La sua conformità che la vede a circa 3 metri al di sotto del livello del terreno la rende unica tra tutte le fonti del circondario.
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