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L’ANFITEATRO ROMANOImage

L’anfiteatro forse è il monumento che più rappresenta il periodo romano di Larino.

Fu realizzato alla fine del I secolo d.C., sotto gli imperatori Flavi, a seguito di lascito testamentario di un ricco senatore di Larinum, Quinto Capito.Questo è testimoniato da un’epigrafe posta davanti ad uno dei 4 ingressi.. Per realizzarlo fu modificato l'impianto viario dell'antica Larinum, rendendo necessario uno scavo nella roccia di più di sei metri sotto il piano stradale. La forma è ellittica, con muri per lo più in opera reticolata. Aveva quattro ingressi distribuiti sulle estremità dei due assi; alla parte superiore (summa cavea) si accedeva mediante scalinate esterne a doppia ala. Dodici porte (vomitoria) permettevano l'accesso alle gradinate. L'edificio mantenne la sua importanza anche nell'alto medioevo, quando venne trasformato in luogo di difesa dagli abitanti di Larino.Image

L’edificio poteva ospitare fino a 16000 persone.

Per accedervi venivano utilizzati 4 ingressi:Porta Orientale, Occidentale, Settentrionale e Meridionale. Dalla porta Nord avveniva l’ingresso del corteo di persone che avrebbe preso parte ai giochi, e sempre da qui uscivano i Gladiatori Vincenti, mentre dalla Porta Sud facevano la loro uscita le bestie uccise , i corpi dei martirizzati e quelli dei gladiatori morti.Image

Come già detto gli spalti erano divisi in tre Settori: la Summa, Media e Iva Cava.

Nella prima, non più visibile, assistevano ai giochi i cittadini di basso rango, e da li la visibilità era molto ridotta. La Media Cava era riservata alle famiglie più benestante mentre l’ultima, l’Ima Cava era destinata ai Patrizi.

La forma dell’anfiteatro è ellittica. Sul perimetro dell’arena è ancora visibile un canale di scolo, dove venivano convogliate le acque. Al Centro dell’arena è presente ,e visibile tuttora, una fossa scavata al di sotto del piano dell’arena dalla quale , è ipotizzato, venissero fuori i duellanti con un effetto scenografico per i presenti.Image

Sul perimetro inoltre sono presenti blocchi di pietra forata nella quale venivano collocati pali di legno che reggevano un telarium per proteggere dal sole e dalla pioggia gli spettatori.

In epoca medievale alcune parti della struttura furono utilizzati come abitazioni o officine, mentre nel tardo medioevo come spazi per la sepoltura

 

ARA FRENTANAImage

Lungo la Statale Sannitica 87, all’inizio degli anni 40 furono posti pezzi di monumenti funebri e palazzi romani. Il nome “Ara Frentana” è dovuto al fatto che fino a qualche decennio fa in quello spazio era presente un’ara con caratteri ellenistici , conservata oggi nell’Antiquarium Civico.

Tutt’oggi è possibile vedere tale area.

 
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