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LA CARRESE.jpg) Per descrivere la festa di San Pardo non basterebbero tutte le parole che la lingua italiana ha. Per capire cosa vuol dire San Pardo bisogna viverlo, respirare la sua aria, vedere i suoi colori, assaporarne ogni minimo particolare che viene trasmesso dal calore del popolo larinese, che ne cura ogni minimo dettaglio per un intero anno, devoto al santo patrono, incurante di ogni evento al di fuori della buona riuscita della festa. La festa di San Pardo non ha un inizio, ha una fine che è il 27 maggio quando ogni santo torna nella sua chiesa ed ogni carro viene smantellato,ma questo è l’inizio di un nuovo percorso che culminerà nella processione dell’anno successivo..JPG) La Carrese di San Pardo vine svolta in tre giorni, il 25 , 26 e 27 maggio di ogni anno e ogni giorno ha il suo significato spirituale. 25 MAGGIO Nel tardo pomeriggio del 25 maggio tutti i carri si radunano nel centro storico.Viene rispettato un ordine preciso(di seguito illustrato) che porterà i carri più “vecchi” di fronte la cattedrale, ed i più “giovani ” verso via Cluenzio. In questa giornata, la processione parte dal Centro storico, e si avvia ,lenta e maestosa , verso Pian San Leonardo, per dirigersi alla chiesa di San Primiano e prelevarne l’effige. La sera è calata e il corteo di colori, mucche e campane si rischiara, illuminato dalle piccole lampadine che rendono il carro illuminato. Arrivati sul Pian San Leonardo, il carro più vecchio, il numero 1, si dirige verso il cimitero, dove risiede l’effige di San Primiano per prelevarla. Al di fuori, i carri si sistemano in una lunga colonna parcheggiata, dove i carrieri ed i loro ospiti si rifocillano di prelibati piatti preparati dalle donne del carro. Sparati i tre colpi di fuochi d’artificio, che sanciscono l’inizio del ritorno al Centro Storico, il maestoso serpentone di carri ricomincia il suo cammino, illuminato dal fuoco delle numerose fiaccole accese dai fedeli, e animato dall'Inno a San Pardo, cantato da tutti i partecipanti alla processione, per accompagnare San Primiano alla visita a San Pardo. Questo è il momento più bello della festa. Vedere la lunga processione che procede a rilento genera emozioni che nessuno altro evento suscita. 26 MAGGIO.jpg) Il 26 maggio vede lo sfilare dei carri totalmente al centro storico. In questa giornata ogni carro viene adornato sul timone, con un ramo di ulivo, a cui sono appese delle mozzarelline ed ornato con delle coccarde. Questa usanza sta ad invocare nel Santo Patrono una proficuità nei raccolti , con la scongiura per una carestia. Tali ornamenti rimarranno sul carro anche il giorno seguente. Il lungo serpentone di carri svolge il suo giro totalmente nel centro storico percorrendo un percorso che va a toccare tutte le chiese dei santi che accompagnano San Pardo, e che nei giorni precedenti erano stati accompagnati nella sua cattedrale. Il busto di San Pardo è l’ultimo a sfilare, seguendo le statue degli altri santi portati a spalla da gruppi di uomini, ognuno con la propria devozione verso quel santo. Alla fine della processione, al passare dei santi, ogni carriere suona le campane delle proprie mucche, in segno di festa e devozione verso i santi, creando una melodia che ogni larinese porta nel cuore per tutto l’anno..jpg) La sera del 26 sono aperti i festeggiamenti, fino a Mezzanotte quando un tripudio di fuochi pirotecnici colorati festeggia il santo, illuminando di luci colorate tutta la vallata adiacente il Centro Storico. 27 MAGGIO E’ l’ultimo giorno di festa. I carri nella mattinata ripercorrono la strada fatta il 25 per riaccompagnare San Primiano alla sua Chiesa, posta nel cimitero cittadino. Il santo è portato sul carro numero 2 seguito da San Pardo sul carro numero 1. Arrivati nei pressi del cimitero, dopo la sacra funzione della messa, ogni famiglia prepara la “Scampagnata” alla quale partecipano tutti i membri di ogni carro più i loro ospiti. Durante questa scampagnata si assistono a scene di sana allegria, accompagnato dal buon mangiare e da qualche bicchiere di buon vino!.jpg) I Colpi di fuochi d’artificio avvertono che la processione sta per riavviarsi, per ritornare al Centro storico e riportare San Pardo nella sua chiesa. Al rientro del santo nella sua chiesa, accompagnato dal suono dei campanacci dei carrieri, si chiude ufficialmente la festa, ma è solo una questione di ore perkè da giorno dopo si riapre ufficialmente la preparazione per l’anno successivo! CURIOSITA’.jpg) Trovare cenni storici sulla carrese di San Pardo è una missione quasi impossibile.Molti ipotizzano la sua fratellanza con le carresi dei paesi limitrofi come Ururi, San Martino, Portocannone e Chieuti. Queste Carresi nascevano nel periodo in cui erano presenti sul territorio grandi famiglie proprietarie terriere, che usavano far correre i propri buoi con l’intento di costruire una classifica, nella quel i buoi ai primi posti avrebbero avuto una discendenza di maggior valore rispetto a quella degli ultimi arrivati. Col tempo la corsa avrebbe preso connotati cristiani, dando la possibilità ai vincitori di portare l’effige del santo. Non si conoscono i motivi per cui questa corsa si tramuto in una lenta passeggiata. Alcuni dicono che ciò fu dovuto ad un evento “catastrofico” che fece maturare nei larinesi l’idea di trasformare la loro festa (alcuni pensano alla morte di alcuni bambini), altri invece sostengono che la festa sia diventata una lenta processione dato la presenza di numerosi buoi che affollando il percorso abbiano reso la corsa più lenta. Nessuna delle fonti può ritenersi attendibile, e nessuno può dir per certo ciò che sia successo secoli addietro. L’importante è ciò che succede tutti gli anni, l’atmosfera che si crea e che ogni larinese attende tutto l’anno.
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