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CARRI E CARRIERI .JPG) Il carro è l’elemento principale della festa di San Pardo. E’ un carro di legno usato, di tipo agricolo usato nell’antichità per trasportare merci in un paesaggio prettamente rurale. Oggi giorno, invece, è usato prettamente per i tre giorni della festa , riposto in cantina e tirato fuori ogni anno circa un mese prima, per fare la manutenzione annuale e poi essere addobbato dalle donne di ogni famiglia. Tutti i carri hanno la stessa base, e si distinguono solo nella parte superiore, dividendosi in due tipi:”A Botte” e “Trionfale”. I due tipi di carri hanno molti elementi in comune. Come già detto, la base è identica. Questa è di legno e si compone del timone (u’ tmon), al quare verranno aggiogati i Buoi tramite il Gioco (u’ juv). Il timone è collegato al carro, che è composto da un cassone in legno appoggiato su un asse in ferro a cui sono attaccate le ruote. Queste sono totalmente in legno e nel “Battistrada” sono ricoperte da una lamina in ferro che permette di azzerarne l’usura. Nella parte posteriore attraverso un sistema di leve, è posizionata il freno (a’ martllin) che permette, attraverso due pezzi di legno ricoperti di gomma, di frenare il carro nei punti in discesa, evitando così di far pesare tutto il peso del carro sui buoi e facilitarne il cammino. .JPG)
Il carro non ha congegni elettronici o meccanici , il suo movimento è dovuto solo alla forza motrice dei buoi che lo traino. Ogni carro ha , per la sera del 25, un’impianto di lucine colorate che vengono poste sulle colonne e tra i fiori, per illuminarlo al buio, nel momento che si tornerà al Centro Storico. I carri possono essere di tre misure. Quelli grandi sono trainati da mucche, mentre quelli più piccoli sono trainati da pecore .Tra di loro c’è il carro di misura media trainato da vitelli. All’inizio della processione ci sono quelli estremamente piccoli, trainati a mano da bambini che manifestano così la loro devozione al Santo. CARRO A BOTTE.jpg) È il carro maggiormente in uso, forse il più caratteristico. Sulla base precedentemente descritta, sono apposte 2 paia di colonne. Quelle anteriori hanno tra di loro l’effige del Santo e il numero che definisce la posizione del carro. Tra le due paia di colonne alcuni carri hanno delle strisce in legno che permettono di mantenere più salde le 4 colonne. All’estremità superiore di ogni carro sono apposti i cosiddetti “Pignoli”, colonnine di carta lavorata, dello stesso colore del carro, che rendono ancora più bella la visione del carro. La “botte “ vera e propria è formata da 3 o 4 archi in metallo che attraversano longitudinalmente il carro, su cui sono poste parallelamente decine di listelli piatti di legno, che permetteranno ai fiori di assumere nell’aspetto finale una forma di tipo cilindrico. Sui listelli di legno vengono poste 3 coperte che vestiranno il carro. La Prima è di solito di cotone bianco molto resistente, cucita alle assi attraverso fili di cotone,sarà la base per lavorare. .JPG)
La Seconda coperta è di un materiale più delicato e morbido, di solito è raso, delle stessa tonalità dei colori che comporranno il carro. Anch’essa viene cucita alla struttura del carro. La terza ed ultima coperta è una vera e propria opera d’arte. E’ composta da un telo enorme ricamato all’uncinetto dalle donne durante il periodo invernale .E’ grande per ricoprire tutta la superfice del carro. Tra la Seconda e Terza coperta sulla sommità del carro, tra gli apici delle due file di colonne, vengono apposte le cosiddette “Craste”. Queste sono dei veri e propri vasi di fiori di carta che daranno al carro tutt’altro aspetto. Sull’ultima coperta verranno posti i fiori. Questa operazione viene svolta da due donne.Una si posiziona all’interno del carro, l’altra all’esterno. Dopo aver calcolato la disposizione dei fiori in base alla loro grandezza, in modo che occupino tutta la superfice senza lasciare spazi vuoti, questi vengono apposti in piccoli mazzetti , precedentemente preparati, sulla struttura. Partendo dall’alto si appongono i mazzi di fiori e si cuciono alle strutture di legno attraverso il passaggio dell’ago tra la donna che è all’interno è colei che è all’esterno. Ogni carro ha un numero di fiori che varia dai 700 ai 1200, ognuno fatto rigorosamente a mano da donne durante il periodo invernale. Dopo aver posto tutti i fiori si passa agli ultimi ritocchi. Vengono poste delle tendine sia nella parte anteriore che posteriore del carro , adornate con nastri colorati. Su tutto il perimetro del carro sono collocate delle coccarde, e nella parte anteriore, sui due lati vengono poste delle bandiere, con l’effige del santo , con scritte o nere, nel caso la famiglia o il carro abbia avuto un lutto in famiglia nel corso dell’anno. Ultimo tocco sono i pignoli posti alle estremità delle colonne. CARRI TRIONFALI.JPG) Questo tipo di carro ha un aspetto decisamente diverso da quello a botte. E’ formato dalla stessa base del carro a botte, ma nella parte superiore ha un aspetto che ricorda molto una chiesa gotica. Ai 4 angoli sono poste delle colonne lavorate, che vanno a sorreggere una cupola di legno dalle forme più svariate, alla cui sommità è posta una croce. Sui 4 lati sono poste diverse tipologie di coperture. Di solito sono pannelli di legno lavorati o dipinti,in altri casi ci sono delle tendine. Il numero di fiori presenti questo carro è decisamente minore di quelli presenti sui carri a botte. Vengono posti intorno alle colonne e sul perimetro della base inferiore del carro. In questa posizione taluni carri mettono dell’edera verde. FIORI.jpg) I fiori che addobbano i carri sono una vera e propria opera d’arte , che riproduce fedelmente i fiori naturali. Durante tutto il periodo invernale, le donne di famiglia sono occupate nella preparazione di questi fiori, composti principalmente da Fil di ferro e Carta crespa. Tagliando il fil di ferro della giusta misura, questo viene “stirato” per dargli una forma dritta. Per prima cosa si fanno i pistilli, di carta crespa gialla. I petali vengono ritagliati dalla carta crespa e posti come contorno ai pistilli e vengono bloccati utilizzando del sottile fil di ferro. Come ultimo passo vengono apposte le foglie e poi tutto il gambo viene ricoperto da una sottile striscia di carta crespa di colore verde ve va a dare l’ultimo tocco di autenticità al fiore. Ogni famiglia o gruppo di persone proprietario del carro decide, di anno in anno, i colori ed i tipi di fiori che copriranno il carro. Ogni donna è maestra nel costruire ogni tipo di fiore. I CARRIERI.JPG) Mosso da una profonda devozione, che lo fervora durante tutto l’anno per la buona riuscita della festa, il carriere è la figura principale attorno alla quale ruota tutta la Carrese di San Pardo. Nessun evento può fermare il carriere nel suo percorso che lo porterà a costruire il carrò che sfilerà. I Carrieri sono parte di un’associazione “Pia associazione Carrieri di San Pardo” della quel ogni proprietario di carro deve far parte per poter far sfilare il proprio carro. Secondo il codice di Diritto Canonico, il Presidente è Parroco della Basilica Cattedrale E’ costituito inoltre da un Consiglio Direttivo formato da 5 membri , eletti dai carrieri con scrutinio segreto ogni 3 anni. Lo Statuto in vigore in questi anni è stato deliberato nell’anno 1996, quando si decise di adattare le vecchie regole ai nuovi tempi. Infatti per arginare l’assenza dei carri nel corso dell’anno ed evitare successioni improprie si modificò lo statuto in alcuni punti. Le modifiche più importanti furono quelle della successione, che poteva avvenire solo ai discendenti maschi. Un’altra grossa modifica fu quella del divieto di assenza alla processione. In caso il carro non potesse essere allestito, si perdeva la posizione acquisita negli anni portandolo alla testa della processione..JPG) .JPG)
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