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LA STORIA DI SAN PARDO
La storia di San Pardo ha dotizie discordanti riguardo la sua reale esistenza. Alcuni studiosi affermano che fu il primo vescovo di Larino, altri affermano che fu vescovo di Mira, nel Peloponneso, costretto a lasciare la sua curia si rifugiò presso il Papa Gregorio II, perseguitato a seguito dell’iconoclastia di quegli anni. La sua esistenza viene posta nel VII secolo DC. Rifugiatosi a Roma, costretto all’esilio,gli furono offerte dal papa molteplici possibilità di reggenza su sedi vescovili, ma il Santo,rifiutando ripetutamente le varie offerte , preferì ritirarsi in preghiera presso Lucera ,Foggia, dove visse fino alla sua morte. La scelta non fu casuale.Lucera, all’epoca Apulia, faceva parte dell’antica Magna Grecia, sede di numerose comunità elleniche, le cui radici sono arrivate fino ai giorni nostri, e quindi per San Pardo era un modo per sentirsi a suo agio fra i suoi connazionali. Durante il suo spostamento da Roma a Lucera San Pardo rimase tre anni a Larino, all’epoca Larinum, in cui profuse la voce del Vangelo.Leggenda dice che era un vecchietto canuto, con una folta barba bianca a cui mancava un pollice. Ripartito alla volta di Lucera contribuì alla costruzione di due chiese, e visse i suoi ultimi anni di vita in penitenza e preghiera, morendo il 17 ottobre del 650, lasciando in eredità ai suoi discepoli la raccomandazione di diffondere le scritture del Vangelo e la preghiera..jpg) Il cristianesimo ,secoli addietro, arrivò anche a Larino, abbracciato da i Larinati, e proprio tra i cittadini frentani in quegli anni vi furono drammatiche persecuzioni, che portavano i credenti della nuova fede ad essere incarcerati e poi uccisi. Tale sorte toccò a tre fratelli larinesi: Primiano, Firmiano e Casto. Incarcerati dalle guardie dell’Impero furono uccisi nell’anfiteatro Romano il 15 maggio del 303. Nell’anno 842 , Larino fu invasa dai Saraceni e distrutta. I cittadini furono dispersi nelle campagne circostanti, ed in una città deserta e distrutta i Lesinati ebbero modo di trafugare le Sacre reliquie dei santi Primiano , Firmiano e Casto..jpg) Tornati nella loro città, i Larinesi scoprirono i furto, e capirono anche che a commetterlo furono i Lesinati. Organizzatisi partirono alla volta di Lesina per recuperare le reliquie dei loro santi. Arrivati nei dintorni di Lesina, cercando il punto più favorevole per tentare l’attacco alla città, si imbattereno nel sepolcro di San Pardo, riconoscendolo dalla mancanza del pollice, memori dell’aura di bontà portata dal santo secoli prima nella loro città, considerarono il ritrovamento del corpo come un segno della volontà divina, che voleva il corpo del santo di nuovo a Larino, come protettore della città. Preso un carro agricolo, fu ornato con dei fiori, e con questo il corpo del santo fu riportato a Larino. Era il 26 maggio 842..JPG) Leggenda vuole , che arrivati nei pressi della cittadina, i buoi che trainavano il carro erano sfiniti dal viaggio. Il conduttore pregando San Pardo affiche lo aiutasse nella fine del suo tragitto, fu illuminato di piantare un bastone in terra. Così facendo inizio a sgorgare dell’acqua, che permise ai buoi di rifocillarsi finire il loro viaggio. Tuttora in quel luogo sorge la fonte di San Pardo a ricordo del leggendario evento.
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